Metodi di valutazione del rischio di innesco
di atmosfere potenzialmente esplosive
per apparecchiature e componenti non elettrici

Ing. Paolo Corbo

5 Maggio 2015

Il soddisfacimento dei Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute della direttiva ATEX impone una valutazione dei rischi o in alternativa, quando sufficiente, la rispondenza puntuale a una Norma armonizzata; quanto indicato è necessario tanto per le apparecchiature elettriche quanto per le apparecchiature non elettriche destinate ad essere utilizzate in luoghi con pericolo di esplosione.

ATEX: Valutazione dei rischi per un’apparecchiatura non elettrica

Il soddisfacimento dei Requisiti Essenziali di Sicurezza e Salute della direttiva ATEX impone una valutazione dei rischi o in alternativa, quando sufficiente, la rispondenza puntuale a una Norma armonizzata.

Nel primo caso, il principio che si basa sul progettare gli apparecchi e i sistemi di protezione secondo i principi della sicurezza integrata contro le esplosioni, diventa elemento cardine nella riduzione del rischio di avvenimento di un evento dannoso o catastrofico; le soluzioni tese ad evitare la formazione di atmosfere esplosive e/o a ridurre o eliminare le sorgenti di innesco e/o a soffocare immediatamente e circoscrivere gli effetti di un esplosione possono essere il risultato dell’applicazione di provvedimenti allestiti per l’eliminazione puntuale di rischi non gestiti individuati attraverso un’analisi dei rischi.

Questo è il caso tipico delle apparecchiature non elettriche dove le sorgenti di rischio possono essere tante e tali da obbligare ad intervenire con metodi compositi.

Il fabbricante deve anche provvedere affinché le apparecchiature o i sistemi di protezione siano progettati e costruiti tenendo in considerazione malfunzionamenti (prevedibili e/o rari) per prevedere ed escludere le situazioni pericolose derivanti da guasti.

La valutazione dei rischi deve includere la progettazione, la produzione e anche l’eventuale degradazione pre e post manutenzione.

La Norma EN 1127

Per le apparecchiature destinate ad utilizzo nell’industria di superficie la Norma EN 1127-1:2011 “Atmosfere esplosive – Prevenzione dell’esplosione e protezione contro l’esplosione – Concetti fondamentali e metodologia” è un’importante riferimento nell’individuazione dei rischi e delle possibili sorgenti di rischio.

La 1127 cita infatti le seguenti sorgenti di accensione efficaci:

Scintille di origine meccanica;

Fiamme e gas caldi;

Superfici calde;

Apparecchiature elettriche;

Correnti vaganti e protezione catodica;

Elettricità statica;

Fulmini;

Onde elettromagnetiche;

Radiazioni ionizzanti;

Ultrasuoni;

Compressione adiabatica ed onde d’urto;

Reazioni esotermiche, compresa l’autoaccensione di polveri;

Le indicazioni della Direttiva

La Direttiva ATEX, attraverso la Guida “Risk assessment for products” specifica che l’analisi di rischio si deve svolgere in quattro fasi:

    1. Identificazione dei pericoli: procedura sistematica tesa all’identificazione di tutti i pericoli associati. Una volta che il pericolo è identificato, il progetto può essere cambiato per minimizzarlo. Se il pericolo non viene identificato, non sarà possibile farvi fronte in sede di progettazione.
    1. Stima dei rischi: determinazione della probabilità con la quale i pericoli identificati potrebbero realizzarsi e dei livelli di severità degli eventuali danni.
    1. Valutazione dei rischi: confronto tra rischio stimato e rischio residuo al fine di operare una scelta sull’accettabilità del rischio stesso o sull’opportunità di riduzione o eliminazione dello stesso attraverso modifica del progetto.
  1. Analisi delle opzioni di riduzione dei rischi: la fase finale dell’analisi dei rischi consiste nell’identificazione, selezione e modifica dei cambiamenti al progetto per ridurre il rischio complessivo nel prodotto (sebbene i rischi possano essere sensibilmente ridotti, raramente essi possono essere annullati). Le opzioni che riguardano i rischi che più contribuiscono al complesso dei rischi dell’apparecchiatura sono ovviamente quelle che sortiscono il maggior effetto nell’obiettivo di riduzione; cambiamenti di concept design sono generalmente i mezzi più efficaci.

Per gli apparecchi ed i sistemi di protezione si possono seguire i riferimenti riportati nelle norme armonizzate EN 1050 (sostituita dalla EN 14121-1 prima e poi dalla EN 12100:2010) ed EN 1127 parte 1 e parte 2 che descrivono i principi per un sistematico approccio all’analisi dei rischi d’innesco di un’atmosfera esplosiva nei casi di atmosfera interna all’apparecchio durante le condizioni normali di funzionamento o quando ci sono malfunzionamenti prevedibili.

La Norma EN 13463-1

La norma EN13463: 2009 “Apparecchi non elettrici per atmosfere potenzialmente esplosive – Metodo di base e requisiti” specifica il metodo e i requisiti di base per la progettazione, costruzione, prove e marcatura di apparecchi non elettrici destinati ad essere utilizzati in atmosfere potenzialmente esplosive in aria di gas, vapore, nebbie e polveri ma fornisce anche alcuni esempi relativi alla redazione di analisi di rischio di accensione (allegati B e C) di cui è interessante percepire l’impostazione e la logica.

Alcune Norme di riferimento

Quale ulteriore riferimento per le attività sopra descritte nell’ambio delle apparecchiature non elettriche si fornisce riferimento alle seguenti norme europee:

EN 15198

Metodologia per la valutazione del rischio di apparecchi e componenti non elettrici destinati a essere utilizzati in atmosfere potenzialmente esplosive;

EN 15233

Metodologia per la valutazione della sicurezza funzionale di sistemi di protezione per atmosfere potenzialmente esplosive;