Ing. Paolo Corbo – Villasanta (MB), 3 Gennaio 2014 

Introduzione
Prescrizioni particolari Ex d
Scelta sistema di entrata di cavo Ex d
Sistemi in tubo protettivo Ex d
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Introduzione

Il presente articolo prosegue la serie di trattazioni che si esaurirà nel corso delle edizioni 2014 della presente pubblicazione relative al problema delle entrate di cavo di apparecchiature elettriche installate in luoghi con pericolo di esplosione. 

Nella prima pubblicazione si sono discussi brevemente i metodi di protezione previsti nella EN60079-14 : 2008, norma di installazione elettrica nei luoghi con pericolo di esplosione, introdotti i requisiti generali relativi ai sistemi di entrata di cavo e delle condutture e si è proceduto ad introdurre i requisiti relativi al metodo specifico “Ex d” a contenimento di esplosione. 

Si procede ora con il metodo Ex d. 

Prescrizioni particolari per il metodo Ex d 

Il dispositivo di entrata di cavo (pressacavo a gommino di compressione singolo o doppio gommino, pressacavo barriera, nipplo resinato, giunti tre pezze, adattatori, riduzioni, raccordo di bloccaggio) deve essere certificato da parte terza (Ente Notificato) marcato in modo adeguato: II2G Ex d.  

pressacavi devono essere adeguati al tipo di cavo impiegato e mantenere il modo di protezione Ex d. 

pressacavi a prova di esplosione, gli adattatori o gli elementi di chiusura caratterizzati da filettature parallele, possono essere provvisti di una guarnizione di tenuta tra il dispositivo di entrata e la custodia a prova di esplosione avendo cura che il numero di filetti in presa sia almeno di cinque filetti completi. A protezione del filetto di ingresso custodia può essere utilizzato grasso che sia non indurente, non metallico, e non combustibile. 

Il cavo adottato con pressacavi ad anello di compressione (pressacavi non di tipo “barriera” ovvero non resinati) deve essere circolare, estruso, pieno, non igroscopico affinché la tenuta del gas combusto possa essere attuata mediante corretta compressione del cavo pieno. 

Accessori aventi  filettature coniche devono essere serrati a fondo e l’uso di tenute elastomeriche è privo di significato. 

Quando l’ingresso filettato o la dimensione del foro è diversa da quella del pressacavo, si deve inserire un adattatore filettato certificato e marcato Ex d che sia adeguato alle prescrizioni sopra dettagliate per la lunghezza dell’accoppiamento filettato. Gli ingressi dei cavi non utilizzati devono essere occlusi con un elemento di chiusura a prova di esplosione certificato e marcato Ex d. 

Non è consentito praticare fori alle custodie a prova di esplosione oltre a quelli già realizzati dal costruttore. 

Qualora si adotti un metodo di ingresso cavo con sistemi basati su tubi protettivi, i dispositivi di tenuta a prova di esplosione per i tubi protettivi possono essere forniti con l’apparecchiatura e dettagliati nella documentazione dell’apparecchiatura oppure specificati nella documentazione dell’apparecchiatura oppure devono essere certificati e marcati Ex d. 

I dispositivi di tenuta possono essere parte integrante della custodia a prova di esplosione oppure devono essere installati il più vicino possibile all’entrata della custodia riducendo al minimo il numero di accessori interposti. L’ideale è interporre un unico accessorio. Si intende che un dispositivo di tenuta è considerato come posizionato immediatamente all’ingresso della custodia quando il dispositivo è fissato alla custodia direttamente o mediante un accessorio necessario per l’accoppiamento in ottemperanza alle istruzioni del costruttore. 

Per dispositivo di tenuta si intende un accessorio certificato e marcato Ex d capace di interrompere la trasmissione della fiamma e del gas combusto dalla custodia al tubo protettivo così segregando l’esplosione all’interno della custodia ed evitando la trasmissione della fiamma ad altre aree ritenute pericolose. 

Il dispositivo di tenuta è un nipplo resinato oppure un raccordo di bloccaggio o muffola. 

I dispositivi di tenuta per i tubi protettivi caratterizzati da filettature parallele, possono essere provvisti di una guarnizione di tenuta tra il dispositivo di entrata e la custodia a prova di esplosione avendo cura che il numero di filetti in presa sia almeno di cinque filetti completi. A protezione del filetto di ingresso custodia può essere utilizzato grasso che sia non indurente, non metallico, e non combustibile. 

Scelta del sistema di entrata di cavo per il metodo Ex d 

Il sistema di entrata di cavo di un’apparecchiatura può essere parte integrante dell’apparecchiatura stessa o in caso alternativo deve o può essere selezionato dall’utilizzatore / installatore. Nel primo caso l’utilizzatore / installatore è tenuto a selezionare correttamente il cavo in modo che questo sia innanzitutto conforme alla norma di installazione EN60079-14, sia estruso circolare compatto e non igroscopico, sia conforme alle istruzioni del costruttore (di cui, non trascurabili: sia compatibile in termini di diametro della guaina esterna, della guaina interna, ovvero sia compatibile ai gommini in dotazione e in modo tale che l’armatura sia compatibile con l’ogiva in dotazione). 

Nel secondo caso invece, l’utilizzatore / installatore deve accertarsi che il sistema di entrata di cavo che intende utilizzare sia conforme al metodo di protezione adottato ovvero che questo sia marcato II2G Ex d. Deve peraltro accertare che il  dispositivo sia marcato con riferimenti al certificato di parte terza (certificato ATEX): questo, insieme ad una verifica della dichiarazione di conformità permette di accertare che il dispositivo sia conforme alla norma di rifermento per il metodo di protezione adottato (in questo caso la EN60079-1, Atmosfere esplosive – Parte 1: Apparecchiature protette mediante custodie a prova d’esplosione «d»). 

L’utilizzatore / installatore deve peraltro accertare che il gruppo gas (IIA, IIB, IIC) dichiarato in marcatura sia conforme alla classificazione del  luogo di installazione dell’apparecchiatura. Questo però, come vedremo nel flow chart successivo, non è sufficiente ad accertare che l’accessorio selezionato sia davvero adeguato alla classificazione presente. In altre parole è possibile verificare che alcuni dispositivi di entrata di cavo basati sul metodo “pressacavo” possono non essere adeguati al gruppo IIC anche se marcati IIC in quanto l’adeguatezza può dipendere dal tipo di apparecchiature installate all’interno della custodia , dal volume della stessa e dalla classificazione dell’area destinata all’installazione. 

Nel caso in cui non sia consentito utilizzare dispositivi di entrata di cavo resistenti alla fiamma costituiti da singolo anello di tenuta, ovvero nel caso in cui procedendo nel diagramma di flusso si pervenga alla prescrizione prevista nel riquadro di sinistra, uno dei seguenti metodi di entrata di cavo deve essere adottato:  

Elenco 1 

  1. Dalla norma EN60079-14: “Omissis….Dispositivo di tenuta a prova di esplosione (ad esempio una camera di sigillatura) specificato nella documentazione dell’apparecchiatura o in conformità alla IEC 60079-1 e impiego di un pressacavo appropriato al cavo usato. Il dispositivo di tenuta deve contenere un sigillante o altri sistemi di tenuta idonei che permettano la tenuta attorno alle singole anime. I dispositivi di tenuta devono essere posizionati in corrispondenza del punto di ingresso dei cavi nell’apparecchiatura….”. Si tratta in altre parole di nippli ove è obbligatorio procedere a resinatura dei singoli cavi unipolari costituenti il cavo con resina certificata insieme al pressacavo. Nel procedere alle operazioni di resinatura dei cavi unipolari è necessario seguire attentamente le istruzioni del costruttore, distanziare i cavi l’uno dall’altro (che sono in numero e diametro massimi limitati) in modo da far aderire la resina omogeneamente e su tutte le superficie dei cavi. La resina deve essere originale, certificata col pressacavo e in stato di conservazione e scadenza tali da permetterne l’uso senza inficiare il metodo di protezione. 
  2. Dalla norma EN60079-14: “Omissis….Pressacavo a prova di esplosione, specificato nella documentazione dell’apparecchiatura o conforme alla IEC 60079-1, che incorpora tenute riempite con sigillante o tenute elastomeriche sulle singole anime o altre soluzioni equivalenti per la tenuta….”. Si tratta in altre parole di pressacavi barriera ovvero di pressacavi dotati di gommino di compressione, ogiva (se per cavi armati) e bicchierino di fondo ove è obbligatorio procedere a resinatura dei singoli cavi unipolari costituenti il cavo con resina certificata insieme al pressacavo. Nel procedere alle operazioni di resinatura dei cavi unipolari è necessario seguire attentamente le istruzioni del costruttore, distanziare i cavi l’uno dall’altro (che sono in numero e diametro massimi limitati) in modo da far aderire la resina omogeneamente e su tutte le superficie dei cavi. La resina deve essere originale, certificata col pressacavo e in stato di conservazione e scadenza tali da permetterne l’uso senza inficiare il metodo di protezione. 

Sistemi in tubo protettivo per il metodo Ex d 

I dispositivi di tenuta a prova di esplosione per i tubi protettivi devono essere  forniti con l’apparecchiatura e dettagliati nella documentazione dell’apparecchiatura oppure da montare a cura dell’utilizzatore / installatore quando approvvigionati  esattamente come specificati nella documentazione dell’apparecchiatura oppure da selezionare e montare  a cura dell’utilizzatore / installatore quando selezionati in accordo alla EN 60079-14 e certificati in accordo alla norma EN60079-1. Per soddisfare a quest’ultimo scopo il dispositivo deve essere marcato come nel seguito II2G Ex d e il riferimento al certificato di parte terza (certificato ATEX) deve essere stampigliato in targa o in marcatura. 

I dispositivi di tenuta per i tubi protettivi devono essere forniti, o come parte della custodia a prova di esplosione, o immediatamente o il più vicino possibile all’entrata della custodia a prova di esplosione utilizzando il minor numero di accessori. Un dispositivo di tenuta è considerato come posizionato immediatamente all’ingresso della custodia a prova di esplosione quando il dispositivo è fissato alla custodia direttamente o mediante un accessorio necessario per l’accoppiamento in accordo alle istruzioni del costruttore. 

Può accadere che sia abbia propagazione della fiamma o perdita di gas o vapori attraverso gli interstizi tra i cavi unipolari di normali conduttori o tra i singoli fili di un cavo. Si deve utilizzare in questo caso una soluzione compatta del cavo per la riduzione della migrazione e per prevenire la propagazione della fiamma.  

I dispositivi di tenuta per i tubi protettivi, con filettature parallele (metrico), possono essere provvisti di una guarnizione di tenuta tra il dispositivo e la custodia a prova di esplosione a condizione che, dopo l’inserimento della guarnizione, il numero di filetti in presa sia ancora sufficiente.  

Il numero di filetti in presa per i i dispositivi di tenuta a filettature parallele (metrico) deve essere almeno pari a cinque filetti completi. Può essere usato un grasso adatto, a condizione che sia non indurente, e che ogni collegamento e terra tra i due sia mantenuto. 

I grassi a base di silicone sono in genere adatti a questo scopo, notando che tali sostanze presentano caratteristiche di non indurimento. 

Seguirà sul prossimo numero il tema della corretta selezione del sistema di entrata di cavo nel metodo Ex e e Ex nA.